Osteopata Anna Tarozzi

Mantova  Cervia

Embriocinesi ed il concetto di motilità 

Parole chiave: embriocinesi, motilità, mobilità.  

Il concetto di motilità in osteopatia ha un rapporto con l’energia.  

Per sviluppare questo concetto di motilità ed embriocinesi sono state studiate le somiglianze fra medicina cinese - sfruttando la conoscenza che essa ha fornito dei sistemi energetici -, embriologia e sistema viscerale in osteopatia.  

Per comprendere queste affinità sono state fatte ricerche sul sistema intestinale con l’obiettivo di verificare se, con la manipolazione di organi e visceri del sistema digestivo con tecniche embriologiche, si producevano ripercussioni sulla circolazione dell’energia nei meridiani. Sono state fatte delle verifiche con dei potenziometri ed effettivamente è stato visto che, lavorando sui visceri con tecniche embriologiche, anche l’energia circolante nei meridiani si modificava.

E’ stato fatto anche un altro studio. Ovvero si è provato a verificare cosa cambiasse nei meridiani se i visceri venivano manipolati in mobilità. E si è visto che quando si lavora in mobilità non si crea una quantità superiore o inferiore di energia, ma la si ridistribuisce meglio. L’energia già presente circola in modo migliore.  

Quindi lavorando in MOTILITA’ (tecnica embriologica) si modifica la qualità dell’energia della struttura; lavorando in MOBILITA’ si permette all’energia presente nella struttura di circolare meglio.  

A partire da questi dati di base si è cercato di sviluppare la comprensione del movimento embriologico di messa in posizione degli organi. Per fare questo è stata studiata l’embriologia.

Studiando l’evoluzione dell’embrione si osserva che nessun organo resta nel posto in cui compare ma migra sistematicamente per giungere, solo dopo una serie più o meno complessa di movimenti, nella posizione anatomica conosciuta. Se un organo è in grado di migrare significa che ha a disposizione un’energia che gli consente di compiere lo spostamento.  

Cos’è dunque la “MOTILITÀ”? E’ la capacità e potenzialità intrinseca di spostarsi da solo, contrariamente alla “MOBILITÀ” che consiste nella capacità di essere spostati.  

Secondo le ricerche osteopatiche, la motilità degli organi e dei visceri non può avere come origine che l’embriogenesi perché è l’unico momento della vita del sistema vivente dove gli organi e i visceri si spostano da soli. La motilità quindi non può che essere embrionaria. Sulla base di questi studi e ricerche l’osteopatia ha dunque coniato la parola “embriocinesi”.

MOTILITA’ = è un movimento di energia intrinseco alla struttura. NON è un movimento della struttura. Il movimento della motilità è un movimento di energia che attraversa una struttura, un viscere o un organo ed è lo stesso movimento di energia che ha originariamente organizzato una struttura o viscere o organo etc. Questo movimento, una volta terminata l’embriogenesi, permane tutta la vita. E quando l’individuo è in buona salute, il movimento si mantiene con la stessa qualità, tanto a 15 giorni di vita che a 75 anni. Questo movimento di energia, detto “motilità”, riflette l’energia della struttura o dell’organo.

Normalmente questo movimento d’energia non viene perturbato durante la fase di sviluppo embriologico. Quando ciò avviene si va incontro a malformazioni, agenesie etc. Nei pazienti che vengono in ambulatorio si possono riscontrare anomalie, modificazioni, blocchi, ma globalmente il movimento embriologico (motilità) si è concluso positivamente.  

Quindi quando si vanno a testare i movimenti embrionari della struttura o dei visceri o degli organi, saranno dei movimenti che avranno subito perturbazioni instaurate dopo l’embriogenesi. E sono perturbazioni che possono essere recuperate.  

Quando si lavora sul movimento embriologico si va a rilanciare nei tessuti l’energia fondamentale che permane per tutta la vita, ma che per diverse circostanze può essere alterata o bloccata. Questo lavoro va a ripermettere progressivamente un’apertura del sistema corporeo: recuperando l’energia originaria è possibile ricostruire la struttura della materia (concetto di trasmutazione di W.G. Sutherland).  

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